Burkina Faso-Reddito e sovranità alimentare



Il progetto ha realizzato modalità produttive agricole e di trasformazione del pomodoro che consentano a comunità rurali, un aumento della sovranità alimentare e, grazie alla commericalizzazione dei prodotti conservieri, aumento del proprio reddito. Il progetto ha sperimentato con successo la possibilità di aprire un centro di formazione e produzione in un villaggio sperduto sub sahariano, privo di strade ed energia elettrica, capace di promuovere emancipazione sociale ed economica valorizzando beni ambientali ed umani presenti. Si è costruito un centro di formazione e produzione conserviera che consente a 40 donne del villaggio di Boussouma di produrre ogni anno 15.000 confezioni di passata di pomodoro. Dal 2010 il Purée de tomates des femmes de Boussouma è venduto in molti market della capitale Ouagadougou e consumato nelle migliori ristorazioni del paese. Il Burkina Faso importa ogni anno 2.000 tonnellate di prodotti conservieri da paesi che notoriamente commercilizzano scarti vari vegetali spacciandoli come derivati del pomodoro. La produzione e la commercializzazione di conserve di pomodoro consentono un aumento dei redditi delle donne coinvolte nella trasformazione e delle famiglie che si occupano della coltivazione dei pomodori.


Obiettivo Generale

Migliorare la resilienza della comunità diBoussouma.


Attori

Munincipalità di Boussouma Association Femmes Actives de Boussouma SMOM OdV Fondazione Fondiaria SAI

Verallia


Obiettivi Specifici

Rafforzare sicurezza alimentare e ridurre la povertà.

Mettere in valore le risorse locali ambientali e umane.

Sviluppare la pluralità e la “dimensione collettiva” dei sistemi rurali.


Risultati Attesi

Costruito un immobile: centro direzionale, di formazione, produzione e stoccaggio nel 2010. Attività di trasformazione e commercializzazione di conserve varie, capace di generare reddito con una capacità produttiva annua di 15.000 confezioni da 700 gr di passata di pomodoro dal 2011. Reddito alle donne beneficiarie del progetto e comunitario della struttura. Attività di alfabetizzazione delle donne partecipanti al progetto.


Attività

La messa in rete delle associazioni sul territorio, la costruzione di un centro di formazione e produzione e di 8 pozzi agricoli ha permesso di attivare un centro di formazione e di sviluppo attività produttive di Boussouma, che oggi è il maggiore produttore in Burkina Faso per quantità e qualità di passata di pomodoro, commercializzata nelle migliori ristorazioni del paese e rivenditori al pubblico. Il primo anno, 2011, sono stati prodotte 8.700 bottiglie di passata da 700 gr., dalla lavorazione di 16 Tonnellate di pomodoro fresco prodotti dai contadini della Munincipalità. 48 sono stati i coltivatori retribuiti e 33 sono le donne che si occupano della trasformazione e imbottigliamento con formulari dettagliati e nel rispetto di un HACCP frutto di studi accurati. Questa è stata la prima attività che, in seguito, annualmente sarà in grado di svolgere in forma autonoma. Dai terreni parcellizzati e resi irrigui altre 240 donne fanno attività di giardinaggio. Sono in attivazione corsi di alfabetizzazione e per altre attività produttive incentivate da attività di microcredito.


Analisi del Bisogno

La comunità di Boussouma, prigioniera del sottosviluppo regionale, si situa in un territorio molto vasto, in cui 30.400 persone vivono distribuiti in 16 villaggi privi di energia elettrica, adeguate fonti d’acqua, poche scuole, poca assistenza sanitaria, senza mezzi agricoli, strade, luoghi per immagazzinare i prodotti, attrezzature per commercializzare il bestiame, automezzi pubblici o privati. L’indagine sulla percezione della povertà ha identificato 4 cause: a)l’analfabetismo: di fatto, la mancata conoscenza di una lingua scritta, nega di fatto opportunità di sviluppo umano ed economico e quindi la difficoltà di relazionarsi con le nuove realtà; b)la mancanza di fonti di reddito continuato: la precarietà dovuta al periodo non piovoso prolungato non offre occasioni lavorative; c)la mancanza di capitale sociale: tipo la vedovanza o l’emigrazione; d)l’incertezza sullo stato di salute, con i conseguenti costi. Gli effetti della povertà sono particolarmente temibili in un’area rurale dove la sopravvivenza è spesso legata alla precaria produzione derivante da attività agropastorali svolte in aree sottoposte ad una fortissima pressione antropica, sotto la costante minaccia di un crescente degrado ambientale, che si concretizza in un incalzante processo di degradazione del suolo e delle sue capacità produttive, nonché dalla perdita della biodiversità sia animale che vegetale. La degradazione delle risorse e la povertà estrema (il reddito procapite medio annuo è di 200 euro) senza adeguate contromisure si alimentano a vicenda e stringono la popolazione in una morsa terribile. Per queste ragioni il Burkina è un Paese dove il raggiungimento di un equilibrio di breve, medio e lungo periodo tra fabbisogno alimentare e disponibilità di cibo sul mercato interno appare un obiettivo difficile da raggiungere con una classe dirigente incapace di raccogliere queste sfide e svilupparle come problema politico. La critica problematica di sicurezza alimentare si innesta in un quadro di riferimento fragile nel quale la base economica permane quanto mai labile, poiché gli altri settori economici, industria, artigianato e servizi (educazione, sanità, assistenza sociale, infrastrutture civili, acqua) sono molto carenti e stentano a decollare così come stenta a concretizzarsi il tanto atteso contributo nel settore privato.


Contesto Locale

La municipalità di Boussouma, a 160 Km dalla capitale Ouagadougou, ha una superficie molto vasta (371 kmq), 1/10 della Valle d’Aosta, e i suoi 30.400 abitanti vivono in 16 villaggi diversi. Boussouma non è attraversata da strade provinciali, ed è quindi, praticamente, un’enclave; è raggiunta da piste in terra battuta, è senza elettrificazione, ha poche case in muratura e pozzi per l’acqua disseminati nel territorio. Mancano scuole in numero adeguato, servizi igienici e sanitari, veicoli a motore e strutture per la produzione e il commercio. La principale attività delle popolazioni sono l’agricoltura e allevamento. Il tasso di alfabetizzazione è del 12,9% per le donne contro il 24,8% per gli uomini. Il BURKINA FASO è uno dei paesi più poveri dell’Africa: esteso poco meno dell’Italia ha 13 milioni di abitanti; il 27% vive con meno di un dollaro al giorno, il livello di alfabetizzazione è del 25% ed ha un indice di sviluppo umano di 0.302 (175° su 177). Sanità: il tasso di mortalità infantile è pari a 107 ogni 1000 nati vivi, l’accesso ai servizi sanitari è del 29% e la speranza di vita è di 44,2 anni. Il 95% della popolazione è dedita all’agricoltura, ma la maggior parte ha soltanto delle zappette per lavorare la terra. Solo il 39% ha accesso ha accesso a fonti d’acqua potabile. Il tasso di scolarizzazione, nel 2003, era per le classi primarie del 38,2% per le bambine e del 49,6% per i ragazzi. Il Burkina Faso, ex Alto Volta, si trova nella regione del Golfo di Guinea, in pieno Sahel, confina con Mali, Niger, Benin, Togo, Ghana e Costa D’Avorio. Il clima è caratterizzato da una stagione secca e una stagione delle piogge, che va da maggio a settembre. La piovosità varia da un minimo di 600mm. nel nord, fino a un massimo di 1000 mm. nel resto del Paese e non consente una produttività continua del terreno agricolo. Si estende su una superficie di 274.000 kmq con una popolazione di circa 13 milioni di abitanti. Il Burkina Faso, scarsamente dotato di risorse naturali (ad eccezione dei giacimenti di oro sfruttati in modo artigianale) ha un ambiente naturale fortemente soggetto a degrado ed è al 175° posto su un totale di 177 Paesi nella classifica dell’indice di sviluppo umano dell’UNDP! La mancanza di un collegamento diretto con il mare unita all’avanzata del deserto da nord a sud assieme alla cronica carenza di piogge, rappresentano fattori fortemente condizionanti. L’economia è di tipo prevalentemente rurale (80% della popolazione totale) caratterizzata dalla prevalenza di piccole aziende familiari, con produzioni destinate esclusivamente all’autosostentamento. L’insufficiente valore delle esportazioni (cotone, oro e bestiame) rispetto agli elevati costi delle importazioni (idrocarburi e beni capitali) gravano pesantemente sulla bilancia commerciale.


Sponsor















Allegati Progetto

haccp italia boussoum tomat

progetto italian boussoum tomat

rapporto di missione boussouma agosto 2014


Dati Tecnici Progetto

Continente

AFRICA

Paese

BURKINA FASO

Località

BOUSSOUMA-BOULGOU

Inizio Progetto

2010

Durata

6 ANNI

Stato Progetto

ATTIVO

Responsabile Progetto

PINO LA CORTE

Costo Progetto

60.000€

Contatto

pinolacorte@smomonlus.org

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