Sostegno sanitario nutrizionale a DONNE MALATE DI AIDS
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- 30 giu
- Tempo di lettura: 9 min
Progetto Togo Villaggio di Kouvè
Progetto HIV/AIDS trasmissione verticale madre bambino

Iniziato nel 2007 presso il Centro sanitario Suore della Provvidenza villaggio di kouve Togo
Con l’obbiettivo di far nascere e crescere 30 bambinida madri positive HIV non positivi,ne malati di aids. L’obiettivo è stato raggiunto ed attualmente nessun di quei 30 bambiniè positivo o malato di aids
Dal 2015 questo nuovo progetto ha l’obiettivo di assicurare a questi ragazzi sostegno per le spese scolastiche ed insieme alle rispettive mamma sostegno per le spese sanitarie.
Obiettivo specifico finale del progetto, permettere ai ragazzi di raggiungere un livello scolastico soddisfacente seconde le proprie possibilità ed un autonomia economica
Durata 5 anni

Premessa
Progetto sanitario rivolto a 36 donne malate di AIDS iniziato dalla onlus Assomo nel 2007 con lo scopo di prevenire la trasmissione del virus HIV durante la gravidanza al bambino. Constato i risultati soddisfacenti ottenuti dal progetto, tutti i bambini nati sono assolutamente sani.
Questo progetto continua il sostegno a 28 donne e ai loro bambini con:
1. Assistenza sanitaria completa (farmaci , ricoveri esami di laboratorio
2. Sostegno nutrizionale (Kit alimentare )
3. Scolarità dei bambini (tutti inseriti alla scuola medie e liceo )
Sede del progetto: villaggio di Kouvè in Togo, presso il centro medico sociale delle Suore della provvidenza
Dati Generali
Referente locale
Madame( Emilie )Pedanou Adjo KOUVE TOGO assistente Akossiwa Gado ( Leoncina )Zaffi TOGO
Referente progetto SMOM ODV
dott. Beatrice Fragomeni – beafragomeni@libero.it
Luoghi d’interesse
villaggio di Kouvè e villaggi della Prefettura di Yoto
Beneficiari diretti e indiretti:
Donne e bambini inseriti nel progetto HIV/AIDS Trasmissione verticale madre bambino
Durata progetto
Fino al raggiungimento di obiettivi scolastici o lavorativi
Data inizio progetto
Dicembre 2015
Aree di competenza:
Socio-sanitaria
Enti finanziatori:
SMOM ODV ETS Presidente Dr. Pino Marco La Corte
Stesura progetto:
Dott.sa Beatrice Fragomeni – beafragomeni@libero.it
Data Stesura:
Dicembre 2015
Contesto Nazionale Togo
Superficie: 56.800m2
Popolazione: 5.153.000 abitanti
Densità: 91 abitanti / km
Forma di governo: Repubblica Presidenziale
Capitale: Lomé 513.00 abitanti
Gruppi Etnici: Ewe (45%) Kabre (23%)
Paesi confinanti: Ghana (ovest) Burkinafaso(nord) Benin (est)
Clima: equatoriale
Lingua Ufficiale:Francese Ewe
Religione: Animasti 50% Cristiana 30% Mussulmani 20%
Moneta: Franco FCA
Cartina Togo

Contesto Locale villaggio Kouvé
Villaggio a 70 Km da Lomé tra i più popolati del Togo.
Sorge in una zona politicamente dimenticata poiché da sempre in opposizione al regime dittatoriale. Ciò spiega la mancanza delle più elementari strutture come quell’igienico sanitarie e l’elettricità, inoltre i pochi se non addirittura inesistenti tentativi di sviluppo portano ad un ovvia mancanza di lavoro, che costringe la maggior parte delle famiglie a vivere al di sotto della soglia di povertà.

Kouvé vuol dire “valle della morte”riferita alla mancanza d’acqua. In passato la popolazione per rifornirsi d’acqua doveva percorrere 6-7 km a piedi.
Attualmente è in funzione un acquedotto, utilizzato solo dagli appartenenti al partito politico, mentre per circa il 20% della popolazione, quando disponibile, è a pagamento.
La restante popolazione utilizza l’acqua piovana e della strada, raccolta in cisterne, si tratta d’acqua non potabile e fonte di numerose malattie.
In quest’ambiente dal 1985 opera il centro medico sociale delle Suore della Provvidenza.
Nel 2003 è stato inaugurato Il centro per i malati d’AIDS “Padre Luigi Scrosoppi“ dal nome del fondatore della congregazione.
Introduzione
I problemi endemici regionali, uniti alla mancanza d’adeguati servizi sanitari, alla precarietà delle condizioni socio-economiche, condizionano il vivere quotidiano nei villaggi rurali. Inoltre l’assenza d’informazioni sanitarie preventive, di strutture sanitarie governative a costi accessibili, causa alla popolazione un’alta prevalenza di patologie.
Il progetto s’ inserisce nell’area della prefettura di Yoto con circa 150.000 abitanti dove la congregazione, richiedente, delle Suore ella Provvidenza opera da 25 anni nel settore della salute e dell’educazione.
La strategia del progetto ha come scopo di garantire alle donne inserite nel progetto all’autonomia economica
Analisi del Bisogno
I risultati delleindagini sono preoccupanti, infatti, il tasso di mortalità rilevato indica una situazione d’emergenza continua.
La maggior parte della popolazione soffre e muore a causa di malattie infettive come malaria, infezioni respiratorie o diarrea, tutte patologie evitabili e tutte correlate ed aggravate dall’HIV / AIDS.
L’aids resta ancora oggi una delle principali cause di morte nel mondo ma in particolare in africa, dove non fa che aggravare una situazione già molto precaria
I servizi sanitari sono totalmente a carico dei pazienti e i costi dell’assistenza sanitaria di base sono ben al disopra del budget di una famiglia tipo, di conseguenza si rivolgono al servizio sanitario, quando è ormai troppo tardi o a centri di salute inadeguati o privi di farmaci. Non esiste un sistema sanitario nazionale e l’accesso ai centri sanitari e ai farmaci soprattutto gli arv sono molto costosi e quindi proibitivi.
Le terapie con i farmaci Antiretrovirali (ARV) sono cure efficaci, ma non prive di serie controindicazioni, poiché molto tossici. Richiedono una rigorosa somministrazione, accompagnati da frequenti esami di laboratorio e da una dieta equilibrata.
I nuovi dati indicano continue mutazioni del virus per il quale i farmaci oggi disponibili, rischiano di non essere più efficaci, per non parlare dei farmaci (ARV) in versione pediatrica.
I test esistenti per rilevare la presenza del virus nei bambini quelli standard disponibili nei paesi in via di sviluppo sono inutile in un bambino sotto i 18 mesi, poiché il loro organismo contiene ancora gli anticorpi della madre.
Dati recenti dell’organizzazione “Save the Children”riferiscono che in Africa in ogni minuto muore un bambino sotto ai cinque anni.
Le campagne di sensibilizzazione, spesso sostenute da iniziative private, non sono ancora riuscite a modificare i pregiudizi, la mentalità, i costumi ed ad evitare comportamenti a rischio. L’AIDS e ancora troppo spesso considerata una malattia infamante ed i più colpiti sono le donne e i bambini.
La prevenzione rimane in ogni caso, ancora il primo punto importante ed efficace per la lotta all’Aids.
I bambini costituiscono la più alta percentuale dei poveri, e hanno meno possibilità di essere integrati, i ragazzi di strada e gli orfani rappresentano un fenomeno particolarmente grave e complesso.
Secondo le stime dell’Unicef, i bambini orfani sarebbero 11 milioni nel mondo ed entro il 2010 aumenteranno fino a 20 milioni.
La donna vive in una condizione di sottomissione rispetto all’uomo.
I figli sono patrimonio della mamma e della famiglia materna, sulle donne ricadono quindi le responsabilità morali dell’educazione dei figli.
Entrando in una famiglia africana il primo incontro è con le donne e quindi con i bambini, perché non si può pensare alle donne africane senza immaginarle con il loro bimbo sul dorso e al meno uno per mano, e una qualche mercanzia sulla testa.
La donna ha un ruolo fondamentale nella gestione della casa, nella coltivazione dei campi, nel crescere i figli e nell’accudirli nel momento della malattia.
La vera realizzazione della donna africana sono i figli non uno ma tanti.
Figli che diventano parte stessa della vita della madre.
A loro poco interessa il matrimonio:
Gli uomini sovente rappresentano un problema per la famiglia, perché ubriacandosi spendono i pochi risparmi.
Cambiano partner senza alcuna preoccupazione e purtroppo senza precauzioni, trasmettendo cosi molte infezioni.
Le donne sono costrette ad accettare questa sorta di poligamia, perché questo è il comportamento dato per scontato dagli uomini
L’accesso ai servizi sanitari per le malattie sessualmente trasmesse, vede soprattutto la presenza di donne perché gli uomini si rifiutano di accettare questo tipo di malattie, e cercano preferibilmente trattamenti clandestini e dei tutti inappropriati.
Passeggiando per un villaggio africano e facile vedere seduti fuori gli uomini, mentre le donne lavorano accudiscono ai figli cucinano, anche quando sono malate
Sempre più spesso le giovani donne fanno figli senza avere un compagno fisso, l’età della prima gravidanza è spesso sotto i 18 anni, ed è di solito accettata, perché porta in ogni modo un gran dono, la vita, un dono che qui è facile perdere.
Una terribile esperienza che purtroppo quasi tutte le donne africane fanno è perdere un figlio, per noi occidentali è una cosa inconcepibile, mentre in africa unisce tutte le donne e le rende solidali fra di loro.
Molte davanti al corpicino del loro figlio, incapaci di assorbire tanto dolore, ma nello stesso tempo rassegnate, si caricano il corpicino inerme sul dorso come fosse vivo, solo coprendo il capo e il volto e si allontanano, per andare a seppellirlo vicino casa.
Ciò che colpisce in un ospedale è la gran dignità delle donne, nel sopportare il dolore, mai un grido in sala parto, mai un lamento, assistono con assiduità il loro bimbi senza mai farsi prendere dalla disperazione.
I ruoli di donne e uomini sono quindi ben definiti; fin dall’infanzia, anche nei giochi, i maschi giocano fra loro con la palla, con automobili o camion costruiti prendendo lattine vuote di birra spesso “arrugginite”. Le bambine raramente costruiscono giocattoli, i loro giochi sono lavare la biancheria, le stoviglie portare l’acqua al fiume, accudire i fratelli più piccoli, e sono loro penalizzate nell’accesso alla scuola se la mamma non ha sufficiente denaro.
Ecco perché è importante sostenerle e sensibilizzarle, a maggior ragione se queste sono malate, perché possono davvero agire sui cambiamenti futuri.
Istruendo le donne proteggendole e assicurandole lunga vita, si può incidere sulla salute di tutta la popolazione.
Partner
SMOM ODV ETS (Solidarietà Medico Odontoiatrica nel Mondo – Organizzazione di Volontariato – Ente del Terzo Settore)
La sede legale e operativa è in Via Antonio Lecchi, 9 Milano www.smom.care
I fondatori della SMOM (Solidarietà Medico Odontoiatrica nel Mondo) dai primi anni ’90 realizzano progetti di sviluppo sanitario nei quattro continenti con l’obiettivo di ridurre la prevalenza delle patologie sul territorio attraverso programmi di prevenzione primaria e secondaria. Nel 2004 formalizzano l’associazione per consolidare attività non più di solo volontariato sporadico bensì, ormai, di vera e propria cooperazione allo sviluppo, attività che richiedeva una struttura associativa e fiscale legalmente riconosciuta. Questa struttura è stata subito messa a disposizione del mondo del volontariato ricco d’iniziative spontanee, che necessitavano di un’organizzazione riconosciuta per poter operare.Ma lo sviluppo della salute non può essere separata dal contrasto alla povertà, prima causa di malattia nel mondo. SVILUPPO E SALUTE UN BINOMIO INDISSOLUBILE
Per rendere sostenibili le attività sanitarie, l'associazione interviene su tutti i fattori determinanti la salute: culturale, sociale, economica, realizza la formazione professionale per attività produttive che trasformano economie informali di sussistenza in economie reddituali, valorizzando risorse ambientali e umane locali.
Progetto
L’associazione SMOM ha operato per due anni presso l’ospedale di Kouve e attualmente sostiene questo progetto
valutati i buoni risultati ottenuti con le donne inserite nel progetto, sostenuto inizialmente da ASSomo onlus ” HIV AIDS trasmissione verticale madre bambino”, risultati che dimostrano una buona condizione di salute delle donne attente nel seguire tutti i criteri imposti dal progetto, ma soprattutto da queste donne nascono bambini sani non malati d’AIDS, né positivi al virus HIV, chiedono di proseguire il sostegno dei costi sanitari alle donne e ai bambini il sostegno nutrizionale e l inserimento nella scuola
Beneficiari del Progetto
Donne e bambini inserite nel progetto HIV-AIDS, presso il centro AIDS (San Luigi Scrosoppi) delle Suore della Provvidenza di Kouvé:"Trasmissione verticale mamma bambino".
Obiettivo generale
Sostengo economico sanitario nutrizionale e scolastico alle donne e ai bambini inserite nel progetto HIV_AIDS trasmissione verticale mamma bambino.
Storia del Progetto e strategia d’intervento
Il centro medico sociale Suore della Provvidenza di Kouvè nasce nel 1985 per rispondere ai bisogni della popolazione del villaggio di Kouvè, ma anche dei villaggi afferenti alla prefettura di Yoto (circa 150.000 abitanti).
L’inaccessibilità economica della popolazione alle strutture sanitarie governative e l’inadeguatezza di prestazioni specialistiche, hanno fatto sì che i bisogni nel dispensario di Kouvè aumentassero.
Nel Centro Medico Sociale (Dispensario) lavora personale locale: tre medici, alcuni assistenti medici, infermieri ausiliari per un totale di 43 dipendenti regolarmente assunti. Vi è una farmacia nella quale sono disponibili i principali farmaci, e due ambulanze per il trasferimento dei malati chirurgici.
Oggi ha 100 posti letto, circa, di cui la maggior parte destinati ai bambini, un centro nutrizionale ed una mensa per i ricoverati.
Nel 2003 è stato costruito un centro per i malati HIV/AIDS, unico del distretto di Tabligbo che risponde a requisiti d’eccellenza.
Dal novembre 2007 funziona il padiglione di maternità e l’ambulatorio odontoiatrico. Nel 2006 e stato ristrutturato il laboratorio d’analisi, dove sono eseguiti i principali esami di laboratorio oltre il test HIV e dei linfociti CD4.
Una nuova apparecchiatura, Elettroforesi delle proteine e del sangue, è stata installata nell’agosto del 2009 ed è importante per la diagnosi di molte malattie Croniche e della drepanocitosi, molto frequente in Africa e causa di morte se non diagnosticata.
È in questo contesto che è inserito il progetto HIV AIDS trasmissione Verticale madre bambino.
La nostra attenzione e particolarmente rivolta alla donna, visto l'importante ruolo che svolgenel tessuto sociale africano.
Ci sono donne che riescono a studiare, ad avere una professione e a mantenere i propri figli, ma le più sono uno dei volti dell’Africa dei più vulnerabili, vittime di malattie e maltrattamenti.
Partire dalle donne, per costruire un futuro migliore,è un passo fondamentale da compiere.
Uno degli obiettivi del progetto è l’inserimento delle donne in programmi di micro-credito, cioè d’inserimento nel mondo del lavoro. In attesa che tale progetto abbia inizio e visto i buoni risultati ottenuti fino a questo punto, avremmo deciso di continuare a sostenere i costi sanitari di queste donne, che sono state capaci di affrontare la propria emarginazione, dovuta alla malattia, con dignità e che non si sono fermate di fronte al desiderio naturale di mettere al mondo una vita, purché sana.
Fondamentale è agire in termini di prevenzione, d’educazione sanitaria e nutrizionale proseguendo la campagna sanitaria con gli appositi moduli; ma è altrettanto importante facilitare l’accesso ai farmaci arv farmaci necessari per la salute di queste donne, essendo l’aids una malattia cronica come molte altre (diabete, ipertensione, ecc.)
L’aids e una malattia che uccide se non diagnosticata tempestivamente, rappresenta un fenomeno grave e complesso per la società, distrugge le giovani generazione semina orfani, per non parlare di tutti i bambini che nascono malati il cui destino è segnato.
Obiettivi Specifico
Sostegno dei costi sanitari alle donne e ai bambini inserite nel progetto HIV-AIDS “ trasmissione verticale mamma bambino” fino a raggiungimento degli obiettivi scolastici o lavorativi .
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Monitoraggio e valutazione
La valutazione e il monitoraggio sarà compito del responsabile del progetto dr Beatrice Fragomeni.



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